SARDEGNA IN SCIOPERO!
a cura del Pdac Sardegna


Lo stabilimento E.N.I. di Porto Torres chiuderà per due mesi. Lo ha stabilito l'E.N.I. di cui lo Stato Italiano è azionista! Gli operai scendono sul piede di guerra. L'inizio della chiusura totale! Dopo le vane promesse elargite in questi ultimi mesi al (vice) governatore Cappellacci, la doccia fredda per i tanti operai e per tutti noi. Ma non perdiamoci d'animo! Due mesi di chiusura non sono un dramma, in fin dei conti gli operai interni ed esterni potranno andare al mare a rilassarsi, altro che protestare! Questi operai, sempre attaccati al loro posto di lavoro! Nel mentre il (vice) governatore Cappellacci prepara le sue mosse. Pensavate che vi avrebbe lasciato soli? Certo che no! Sta richiamando tutti i suoi uomini più ‘'forti e duri'' e come se non bastasse ha teso la mano verso l'opposizione per la creazione di una potente armata che salperà alla volta di Roma per scongiurare l'ennesima beffa ai danni dei sardi. L'armata ‘'Brancaleone'' made in Sardegna, giungerà a Roma il 17 luglio, prima è impossibile poter incontrare il Presidente del Consiglio (e della Regione Sardegna) Berlusconi Silvio. Troppo impegnato in questi giorni all'Aquila per il G8 a mostrare ai grandi della terra i danni creati dalla tremenda sciagura e nella speranza che prima di andarsene lascino una mancia di parecchi milioni di euro per la ricostruzione, altrimenti altro che case entro settembre per i terremotati! La poltrona del (vice) governatore Cappellacci sta incominciando a scricchiolare sempre più rumorosamente. I continui viaggi a Roma per parlare con ministri o altri sottosegretari del fantomatico ‘governo amico' si stanno rivelando per quello che sono realmente: fumo! La chimica sarda chiude; la disoccupazione sale al 14% (33mila posti di lavoro persi nell'ultimo anno); lo scippo dei G8 e delle sue infrastrutture previste; la via libera alla cementificazione; il via libera alla chiusura delle spiagge ai residenti in favore degli alberghi (Briatore insegna come prendersi le nostre spiagge). Con la chiusura del petrolchimico di Porto Torres 450 operai interni con le loro relative famiglie perderanno molto, senza contare gli operai e le loro famiglie delle ditte esterne. Un dramma nel dramma! Ma questa chiusura causerà una reazione a catena che colpirà tutta l'isola creando migliaia di disoccupati in un periodo in cui la cassa integrazione è salita del 500%! Dobbiamo reagire e liberarci di loro e prendere il potere.

Il Partito di Alternativa Comunista si schiera affianco dei lavoratori, degli operai e delle loro rispettive famiglie nella lotta contro il potere capitalista di questo governo borghese regionale e nazionale! La loro lotta è anche la nostra lotta! La lotta di tutti noi!

UN GOVERNO DI LAVORATORI

PER GUIDARE L'ITALIA FUORI DAL BARATRO DEL CAPITALISMO BORGHESE!

Torna su



Home Page

Chi Siamo

Iniziative

Archivio

Contatti

Link

Gadget PDAC

Statuto Lavoratori

Libreria on-line

Tesseramento 2009

Note legali


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sito ufficiale di Progetto Comunista Rifondare l'opposizione dei Lavoratori