L'apprendista dittatore della Guinea
Tratto dal sito www.internazionale.it
“Quando Moussa Dadis Camara ha preso il potere, il 23 dicembre 2008, l'Africa ha voluto credere in Babbo Natale: il capitano dal berretto rosso avrebbe salvato la Guinea. Giovane, 44 anni, veniva dal nulla. Non faceva parte della gerarchia del vecchio regime, della cleptocrazia di Lansana Conté”.
Slate fa un ritratto del capo della giunta militare che da dicembre guida la Guinea e che il 28 settembre ha scatenato una repressione contro l'opposizione, causando almeno 157 morti. Una storia che il paese conosce molte bene, venendo, dopo l'indipendenza del 1958, da cinquant'anni di dittatura.
“Come altri apprendisti dittatori prima di lui Dadis Camara si è attirato la simpatia con delle belle parole: trasparenza, lotta alla corruzione e pugno di ferro con i trafficanti di droga. E la promessa di lasciare il potere in breve tempo, subito dopo le elezioni che dovevano svolgersi entro l'anno. Ovviamente, non se ne parla più. Sarà anche lui un candidato perché sono Dio e il popolo a chiederglielo”.
Dopo una lune di miele iniziale, sono cominciati i processi sommari in tv, i licenziamenti, la censura. E ora un bagno di sangue. “Questo paese di dieci milioni di abitanti, considerato come uno “scandalo geologico” (a causa della ricchezza del suo sottosuolo, ricco di bauxite), merita di meglio. La Guinea è a pezzi. Gli abitanti di Conakry, la capitale, possono stare anche tre giorni senza elettricità. I guineani vogliono strade, scuole, acqua. Il mondo non può ignorare tutto questo e continuare a far finta di non sapere”.
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