Nell'urna vinceranno i padroni
NELLE LOTTE VINCEREMO NOI

Appello al voto (e all'astensione)
di Fabiana Stefanoni

 

Dalle elezioni del 13 e 14 aprile nascerà, ancora una volta, un governo dei padroni. Vinca Veltroni o Berlusconi, poco cambia: ancora una volta, Confindustria e il padronato italiano saprano adattarsi al nuovo quadro politico per meglio far pagare la crisi del capitalismo ai lavoratori, con il supporto delle burocrazie sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Già bolle in pentola la revisione del Contratto nazionale di lavoro, conquista storica della classe operaia, che il governo Prodi ha messo in discussione con gli accordi del luglio 2007: ora si attende solo la fine della fase elettorale per portare a compimento questo ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori. Il governo che uscirà dall'urna, di centrodestra o di centrosinistra, senza o con il supporto della sinistra socialdemocratica (in caso di vittoria del Pd già si annuncia un accordo, interno o esterno, con l'Arcobaleno), sarà un governo di guerra, che continuerà ad aumentare le spese militari, manderà nuove truppe ad opprimere popoli inermi, costruirà nuove basi nel nostro Paese. Sarà un governo di rapina, che favorirà l'incremento dei profitti miliardari della grande borghesia e peggiorerà le condizioni di vita e di lavoro degli operai, dei giovani precari, delle donne, degli immigrati. Sarà, ancora una volta, un governo dei padroni per i padroni: l'esperienza degli anni passati ce lo dice con chiarezza. Ma il governo che uscirà dall'urna non riuscirà a fermare le lotte. E' dalle lotte che occorre ripartire per costruire un'alternativa di società a un sistema, il capitalismo, la cui tragica realtà è sotto gli occhi di tutti: guerre, devastazione ambientale, disoccupazione, impoverimento di fette sempre più ampie della popolazione, politiche razziste e di esclusione, discriminazioni ambientale. Solo dalle lotte potrà nascere l'alternativa rivoluzionaria, per un governo dei lavoratori, che dia ai lavoratori il controllo dell'economia e della produzione. E' in funzione di questa prospettiva che chiediamo di votare per Alternativa Comunista dove il simbolo è presente sulla scheda elettorale, di astenersi in tutti gli altri casi. Saremo presenti anche alle elezioni amministrative: di particolare importanza è il voto nel comune di Vicenza, città simbolo della lotta contro la guerra, dove presentiamo l'unica lista con la falcemartello, candidato sindaco Riccardo Bocchese, attivista dei comitati contro la base. Per il nostro giovane partito questa campagna elettorale è già stata una piccola vittoria: utilizzando i pur miseri spazi che ci sono stati concessi, abbiamo fatto conoscere il nostro programma e le nostre parole d'ordine a milioni di lavoratori. Un piccolo passo - insieme all'intervento quotidiano dei nostri militanti nei luoghi di lavoro, nei sindacati, nelle mobilitazioni - nella lunga e difficile strada per la costruzione di un partito comunista con influenza di massa, per una prospettiva socialista.

 

 

 

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