VIETATO CAMMINARE COMPAGNI!


Oltre il danno la beffa: decidono loro (cgil, cisl e uil e quei quattro buffoni che vorrebbero farsi chiamare sinistra) dove si fanno i cortei a Roma. chiaramente loro sono esentati dal rispettare questa stessa norma che impongono a tutti gli altri: sindacati non confederali e non solo. uno o due tragitti sempre uguali, utilizzabili per non più di un paio di volte in un mese e anche meno   sono possibili solo sei percorsi: piazza della Repubblica-via Cavour-largo Brancaccio-San Giovanni; piazzale dei Partigiani-viale Aventino-San Giovanni; piazza Bocca della Verità-Teatro Marcello-corso Vittorio-piazza Navona; piazza Bocca della Verità-Circo Massimo-via di San Gregorio; piazzale dei Partigiani-Piramide Cestia-viale Aventino-via di San Gregorio; piazza della Repubblica-piazza del Popolo (l'itinerario esatto qui sarà deciso di volta in volta).
Altrettante le piazze per i sit-in: piazza Bocca della Verità, piazzetta San Marco (adiacente piazza Venezia), piazza Santi Apostoli, piazza Barberini, Circo Massimo, piazza Farnese. Nel caso di piazza Santi Apostoli e di piazza Barberini, il sit-in non dovrà creare «limitazione o intralcio al traffico veicolare». Il freno alla libertà di manifestare arriva dal sindaco Gianni Alemanno e dal prefetto Giuseppe Pecoraro, che hanno firmato il protocollo d'intesa che disciplina le manifestazioni e i cortei.
A siglare il documento anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl (nazionale e regionale) e le maggiori forze politiche: Pdl, Pd, Rc, Idv, Udc, Destra, Verdi. Assenti Cobas e autonomi.  Restano fuori dall'intesa le grandi manifestazioni: sciopero generale confederale nazionale e regionale, sciopero generale delle categorie, 1° maggio, 25 aprile, manifestazioni politiche o sindacali nazionali. Il provvedimento è sperimentale, avrà la durata di sei mesi. Non si applica per le manifestazioni locali nelle aree periferiche della città. Nessuno potrà richiede il medesimo percorso più di una volta al mese. «Il Comune - specifica il protocollo - s'impegna a mettere a disposizione a titolo gratuito un circuito dedicato all'esposizione di messaggi di natura politico-sindacale, lungo i percorsi, e a snellire le procedure di rilascio dell'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico».
Trovato l'accordo sulle regole, ora si tratta di farle rispettare. Il compito, va detto chiaramente, tocca soprattutto al prefetto. Palazzo Valentini dovrà rimboccarsi le maniche. «L'impegno - assicura Alemanno - è di essere tutti estremamente rigidi nell'applicazione, evitando di concedere deroghe ed essere indulgenti. Bisogna che le regole valgano per tutti». «La Uil, con Cgil e Cisl - rileva però il segretario generale della Uil di Roma e Lazio, Luigi Scardaone - oggi non hanno avuto difficoltà a sottoscrivere le nuove regole. Il problema riguarda i soggetti extraconfederali, nonché tutta quella pletora di associazioni, movimenti, circoli, oltre alle disparate rappresentanze di arti e mestieri, che per un problema di visibilità scelgono Roma come palcoscenico. Di tutte le manifestazioni che si sono svolte nel 2008 in città, solo il 25% sono state indette dai sindacati confederali». beh e meno male che hanno perso le elezioni sti bastardi della falsa/farsa sinistra che firma col fascista alemanno le regole anti manifestazione.

PROTOCOLLO AMMAZZA CORTEI: LEONARDI (CUB), NON LO ABBIAMO DISCUSSO, NON LO CONDIVIDIAMO E NON LO RISPETTEREMO


Roma – mercoledì, 11 marzo 2009

“Nonostante il sindacalismo di base, e la CUB in particolare, sia uno dei soggetti che promuove molte delle manifestazioni e dei cortei che attraversano la città, il Prefetto si è ben guardato dal convocarci per discutere del protocollo. Vuol dire che già mette in conto il nostro diniego e il fatto che, ovviamente, non lo rispetteremo”, Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della CUB interviene sul protocollo “ammazza cortei”, definito a Roma ma già operativo anche a Bologna, sulla scorta della Direttiva Maroni.



“Il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione – prosegue Leonardi –  e nessuno può impedirlo se non per motivi di ordine pubblico. Il Protocollo è una forzatura che può andar bene a chi lo ha sottoscritto, ma non può impegnare chi non lo condivide. Noi continueremo a manifestare nei luoghi in cui riteniamo utile far sentire la nostra voce e se ci saranno divieti sulla scorta di questo protocollo li sfideremo e ci appelleremo alla Magistratura”.



“Viviamo tempi difficili in cui la salvaguardia delle prerogative democratiche sembra diventato un optional, per questo riteniamo indispensabile opporci a questo provvedimento e a ogni altro strumento di limitazione delle libertà democratiche”, conclude Leonardi.

 

 

 

Torna su



Home Page

Chi Siamo

Iniziative

Archivio

Contatti

Link

Gadget PDAC

Statuto Lavoratori

Libreria on-line

Tesseramento 2009

Note legali


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sito ufficiale di Progetto Comunista Rifondare l'opposizione dei Lavoratori