COMUNICATO DI SOLIDARIETÀ DELLA SEZIONE SARDA DEL PDAC AI 40 LAVORATORI IN OCCUPAZIONE A CAGLIARI
PRESSO LA SEDE DI ABBANOA.
La privatizzazione dell'acqua non conosce sosta, non ha limiti morali, non ha umanità. L'unica cosa buona è che svela la comune linea di vedute tra centrosinistra e centrodestra, intente entrambe, a volte insieme, a studiare ogni mezzo per esternalizzare e distruggere gli ultimi scampoli di pubblico servizio. L'acqua viene gestita in maniera talmente assurda che persino un democristiano “onesto” dovrebbe indignarsi: lavoratori per la strada, prezzi per i cittadini aumentati quasi del 100%, bollette “incontestabili”. I pagamenti sono imposti a costo del prelievo forzoso dei beni di chi, testardamente ancorato ai propri diritti, non paga cifre esorbitanti dovute nelle migliore delle ipotesi ai disservizi della nuova gestione. Uno di questi disservizi è rappresentato dall'allontanamento dei lavoratori addetti alla lettura, manutenzione e sostituzione dei contatori, da quelli preposti al cosiddetto telecontrollo, attività questa legata al mantenimento dei livelli ottimali di approvvigionamento dell'intera città di Cagliari; e i lavoratori dei call center del pronto intervento. La privatizzazione ha costretto questi uomini a barricarsi lassù al secondo piano della Sede di Abbanoa a Cagliari. Perché una svista (?) politica li ha relegati ad un'altra fase di stabilizzazione. Il 2 giugno avrebbero dovuto essere inseriti in un ramo della nuova società che gestisce la rete idrica ed invece hanno trovato solo dei “non so” e dei “non ricordo”.
La sezione sarda del Partito di Alternativa Comunista offre tutta la propria solidarietà ai lavoratori in lotta e appoggia con forza la loro occupazione.
Fino alla vittoria!
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